Verzasca, my way.

Come da titolo, Verzasca “a modo mio”. L’anno scorso è stata l’ultima volta che ho messo piede in Valle Verzasca, oggi ritorno in quelle vallate, su quelle cime e su quei terrazzi sospesi che sono tra i più incantevoli del Ticino, motivo per cui non manca la motivazione. Complice la giornata ventosa, limpida e fresca non ho impiegato molto a capire dove valeva la pena di recarmi.

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Fog: my love

Se non fosse perché nella giornata odierna sarebbe anche stato auspicabile, viste le persistenti condizioni meteo molto variabili di questi giorni, direi che spesso il sottoscritto attiri la nebbia come una calamita. Oppure è la nebbia ad attirare me? Forse. Statisticamente, le mie uscite con la nebbia da quando frequento le Alpi Lepontine non sono poche.
In verità, la nebbia mi seduce assai e la montagna per l’occasione si veste di un fascino particolare, misterioso, fiabesco. Tuttavia non mi aspettavo, oggi, tutto questo grigiore. E’ probabile che in buona fede mi sia infilato nel punto più spettrale di tutto il Cantone…

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Abito in Paradiso

Chantal Mauduit: l’alpinismo nella determinazione e nella poesia. Parigina, dall’aspetto grazioso e dai modi semplici ma raffinati, si avvicinò al mondo verticale in giovane età innamorandosene irreparabilmente. Dapprima le Alpi, poi le Ande e l’Himalaya, luoghi nei quali ha dato prova di abilità e coraggio “al femminile”. L’Himalaya diverrà il suo piccolo regno, il suo focolare stellato, la sua musa ispiratrice, l’alba ed il tramonto della sua stessa vita vissuta fino in fondo, perché diverrà anche il luogo che lei vide per l’ultima volta. Era il 1998, aveva 34 anni.

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