5 + 2 = 1

La matematica non è mai stata il mio forte. Alle medie prendevo dei voti discreti, alle medie superiori era meglio… non darmi voti del tutto! Materia che non mi piaceva particolarmente, oltretutto non avevo voglia di studiarla. Negli esperimenti scritti mi divertivo a collezionare “exploits” di tutto rispetto, per la gioia del mio professore, il quale poteva sbizzarrirsi in commenti e critiche con tutta la fantasia che la sua genialità era in grado di suggerire. A volte mi chiedevo dove andava a pescarle certe pensate! Per farla breve, osservate di nuovo il titolo di questo post: ecco, prendevo come voti le cifre che esso contiene, tranne quella più a sinistra!

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L’impeto della marmotta

Mai svegliare il can che dorme! Parole sagge che fin da piccolo mi ripetevano spesso i miei genitori, le sentivo più volte dai nonni, me le ribadivano persino a scuola. D’altronde, un “inzigone” nato come il sottoscritto, non poteva certo non aver mai udito quelle parole, soprattutto quando le cose non finivano come previsto, e qualcuno a cui non ho dato retta aveva (come al solito) ragione. Tuttavia, nonostante la miriade di ramanzine, non ho mai imparato (e mai imparerò) poiché continuo imperterrito a procurarmi soddisfazione dall’ancestrale arte dell’istigazione infantile anche alla piacevole età di 33 anni! Comunque, se oggi non mi fossi trovato io stesso nella situazione, non ci avrei mai creduto. Prendetemi per pazzo… No.

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Tris di friends

L’ho già scritto più volte: spesso mi piace andar per vette da solo, perché è quello che cerco. Ma altrettanto frequentemente capita di condividere salita e vetta con qualcun altro, persone con le quali è una soddisfazione trascorrere il tempo, persone che conosco da anni, persone che conosco da poco. In questo lungo weekend di ferragosto ho avuto il piacere di aver accompagnato alcuni di essi. Tre elementi diversi in tre giorni diversi, ognuno con la propria storia, con il proprio carattere e con le proprie capacità, ma con due aspetti fondamentali che li accomunano: l’amore per i grandi orizzonti e per la montagna.

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Passaggio a Nord-Ovest

Tanti son stati gli anni durante i quali ho sempre ambito a corteggiarla, mai trovando però l’occasione opportuna, fino ad oggi. Semplicemente, l’ho tenuta lì, riposta in un cassetto che adesso è giunto il momento di aprire, dal quale estrarre il suo nome con eccitazione fra i tanti altri messi in disparte.
“imponente, elaborato, ripido, variegato, lineare, indimenticabile, artistico, straordinario, magnifico” sono gli aggettivi utilizzati dal Brenna per meglio esaltare la descrizione di questa “vecchia signora” che, tra l’altro, porta un nome carico di storia, di mito e di leggenda.

Un po’ di storia (a mio avviso anche un po’ di leggenda per via di un “chiodo fantasma”) la si respira senz’altro mentre si percorre il suo itinerario più bello, come già il Rossi e il Pelloni non poterono non “rivolgere un pensiero a coloro che hanno superato per la prima volta questo passaggio”. D’altro canto sarebbe impossibile non accorgersi del valore storico calcato dalle nostre vibram, poiché anche la lunga cresta è stata incisa da due profonde valli altresì ricche di storia.

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Random pics

Siccome non ho molto tempo (capirete in seguito perché ho evidenziato in grassetto) e non ho a disposizione una connessione internet (per mia fortuna) nel luogo in cui mi trovo in questi giorni (tranne oggi che son sceso un salto in città), pubblicherò solo alcune foto del mio recente (che, meteo permettendo non è ancora finito) vagabondaggio tra le valli e le creste dell’alto Ticino. Ebbene sì, sono in vacanza! 🙂

Voglio tuttavia condividere con voi un incontro che ho avuto con un loquace e strano personaggio mentre scendevo dall’incantevole pianoro di San Giacomo (il mio amato Pizzo invece sta riversando tonnellate di lacrime di pietra in continuazione!) in Valle Bedretto, nel giorno del 1 di agosto.

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