Sapori autunnali

Sono quasi le 18, stiamo ancora scendendo lungo il selvaggio fianco della montagna. Seguiamo un sentierino (del quale si intravede appena la traccia) recentemente, ma poco sapientemente, dipinto (il solito megalomane che abbonda con la vernice). Dentro di noi v’è un ricordo fatto di nebbie, di pendii vertiginosi, di vere e proprie frane provocate appositamente dai bastardi stambecchi (una pietra delle dimensioni di un melone, sbucata all’improvviso dalla nebbia ha evitato per un soffio di colpire il mio amico), di audaci passaggi di arrampicata “a fiuto”, di un ambiente severo ma nel complesso non difficile.

E dopo una lunga e faticosa scarpinata, dalla quale siamo usciti indenni, superando passaggi su roccia cosparsa di neve e ghiaccio, completamente in libera e senza l’ausilio dei ramponi che non avevamo (il sottoscritto è rimasto aggrappato per miracolo ai solchi formati dalle impronte del mio compare nella poca neve (!) indurita dal gelo, dopo che entrambe le punte dei miei scarponi hanno perso letteralmente aderenza… in un punto dell’ascesa in cui sarebbe stato assolutamente vietato cadere), improvvisando anche una direttissima, audace, palpitante fuga in discesa lungo l’angusta ed esposta parete Ovest, dato che qualcuno, cioè io, ha involontariamente dimenticato in cresta (o perso dallo zaino mentre vi procedeva), l’unica corda che avevamo a disposizione (!!)…

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Il futuro è adesso

La vita non è un oggetto estetico e nemmeno una creazione artistica. La vita di un essere umano, animale o vegetale che sia, è semplicemente un istante entro i limiti di un Universo temporale in continua, lenta ed inesorabile espansione, del quale sappiamo poco o nulla, del quale sappiamo però con precisione quasi perfetta quando ebbe inizio ma mai sapremo se e quando esso avrà una fine.


“And I knew just as surely, just as clearly, that life is not a work of art, and that the moment could not last.”

– Norman Maclean, “A River Runs Through It”

 

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18.9.1997 – 10.9.2011

12 anni fa, era il Natale del 1999 e i miei genitori mi regalarono un libro. Uno di quei libri che dapprima si sfoglia fino all’ultima pagina guardando esclusivamente le fotografie e solo in una fase successiva ci si sofferma a leggere anche i testi. Ne ho diversi di libri così, non invecchiano mai e quando li riapri dopo tanto tempo sembra di nuovo la prima volta che lo fai.
Probabilmente, i miei genitori avevano capito e sapevano che una volta innescata quella bomba ad orologeria, nessuno sarebbe più stato in grado di fermare il conto alla rovescia.


… e all’alba di domani è già un altro giorno! 😉

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Hiking with ghosts

Ci sono cose che denotano un fascino particolare, dalle quali separarsi è estremamente complicato, se non impossibile. A volte aleggiano complessi tra sogni e pensieri, talora fluiscono semplici di fronte ai nostri occhi. Soltanto dagli occhi, porta d’accesso al nostro mondo interiore, possono entrare, e una volta dentro non escono più. Spesso ce le ricorderemo, ce le possiamo anche dimenticare, ma saranno per sempre custodite. Immagini o azioni non fa differenza, saranno sempre lì, pronte per un rewind ogni qualvolta lo pretendiamo.

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