Prove tecniche di inverno, parte II

Toh! Questa volta la quantità di neve precoce caduta negli scorsi giorni non è poca, e lo si intuisce osservando le cime dal fondovalle. Percepisco il suo richiamo, avverto il desiderio di salire a pregustarla. Ebbene sì, dopo un lungo periodo di astinenza, adesso ho voglia di neve. Per saggiare il giusto candore dovrò portare ancora un po’ di pazienza, nel frattempo mi accontento di assaporare il buon gusto della magia autunnale.

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Il ritorno dello stambecco

Diciamolo pure, un ritorno col botto. E non sto parlando dell’ennesimo incontro con l’animale selvatico che domina le alte vette, ma dello stemma grigionese sul quale esso è raffigurato. Sarà anche il simbolo di un Cantone, per me è il simbolo di un’amicizia nata per caso, mentre muovevo i primi passi su roccia cercando di maneggiare alla bell’e meglio corda e rinvii. E’ il simbolo che testimonia l’esistenza di individui modestamente attratti anche dalla bellezza del più piccolo fiore che si schiude.

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Moments of life

Non bisogna attendere che la vita trascorra ma bisogna rincorrerla. Un presupposto, questo, per me fondamentale. Se oggi non avessi rincorso la mia voglia di evasione, non avrei avuto la possibilità di viaggiare nel passato. Oggi ho visto (e non è la prima volta) com’era fatto il nostro territorio migliaia di anni fa, quando tutto era coperto da mastodontiche lingue di ghiaccio, le stesse che hanno modellato parte delle nostre vallate, le stesse che ci hanno lasciato dei magnifici specchi d’acqua.

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Prove “tecniche” di inverno

Dalle temperature molto miti ed anomale dei giorni scorsi, si è di colpo passati alle ben più rigide e coerenti termiche autunnali. Anzi, in questi due giorni appena trascorsi le stesse parrebbero più vicine all’inverno, come dimostra la neve caduta durante la notte. Ho proprio voglia di andare a vederla questa prima importante spolverata, ma dove? Beh, un bellinzonese D.O.C., amante della montagna, non può ancora non aver salito la cosiddetta “sentinella delle Alpi”, ovvero, il Camoghè. Attraente montagna la quale, oltre ad essere un appartato bastione della mia regione, è pure la perla delle prealpi ticinesi, nonché la più alta, e che secondo il naturalista Luigi Lavizzari non ha “nulla da invidiare al Monte Generoso in fatto di ampi orizzonti e specie di fiori che popolano i suoi versanti”.

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