Primi vagiti d’autunno

I colori dell’autunno infondono al cuore un determinato calore. Paradossalmente, d’ora in poi verrà sempre più il freddo ma dentro di me sarà sempre più caldo. “Il tono ardente di un crudo momento” ovvero l’autunno dalle sue tinte accese in perfetta antonimia con la gelida aria che lassù avvolgerà ben presto ogni cosa, lasciando che la quiete realmente predomini nella nobile silenziosità di quegli spazi primordiali.

Continua…

Quattro passi in Verzasca

Chissà perché non sono mai prima d’ora passato di lì, sulle creste di quelle cime che osservai centinaia di volte sia dal basso sia dall’alto. Oggi lassù passa la famigerata VAV, se il dipanarsi tra funghi e torrioni rocciosi è diventato forse più agevole, è altrettanto vero che viene a mancare il sapore dell’avventura, dell’istinto, della sorpresa. Se questo è il progresso, rivoglio il passato. Il filo della montagna è un ambiente selvaggio e selvaggio dovrebbe restare.

Continua…

Assaggio d’inverno

Montagna che oggi sei vestita da sposa e con lo strascico bianco che indossi sospeso nell’infinito, fammi rivivere la mia infanzia! Fammi emozionare come la prima volta che io da bambino conobbi il bianco candore!

Camoscio solitario che ti muovi nell’inerte, dove vai? Sei a me vicino, troppo vicino, sarò io degno di tanto affetto? Grazie di avermi incantato per qualche secondo, mi hai offerto l’emozione di poter quasi toccare con mano il tuo manto caldo.

Opposte direzioni avranno le nostre strade, auguro tu sia fortunato e che nei giorni a venire di nuovo saprai destreggiarti sul precario equilibrio della vita alpina.

Montagna che oggi sei così bella e silenziosa, perché mi hai fatto udire uno sparo? Così vicino, troppo vicino…

Continua…