Assaggio d’inverno

Montagna che oggi sei vestita da sposa e con lo strascico bianco che indossi sospeso nell’infinito, fammi rivivere la mia infanzia! Fammi emozionare come la prima volta che io da bambino conobbi il bianco candore!

Camoscio solitario che ti muovi nell’inerte, dove vai? Sei a me vicino, troppo vicino, sarò io degno di tanto affetto? Grazie di avermi incantato per qualche secondo, mi hai offerto l’emozione di poter quasi toccare con mano il tuo manto caldo.

Opposte direzioni avranno le nostre strade, auguro tu sia fortunato e che nei giorni a venire di nuovo saprai destreggiarti sul precario equilibrio della vita alpina.

Montagna che oggi sei così bella e silenziosa, perché mi hai fatto udire uno sparo? Così vicino, troppo vicino…