Primi vagiti d’autunno

I colori dell’autunno infondono al cuore un determinato calore. Paradossalmente, d’ora in poi verrà sempre più il freddo ma dentro di me sarà sempre più caldo. “Il tono ardente di un crudo momento” ovvero l’autunno dalle sue tinte accese in perfetta antonimia con la gelida aria che lassù avvolgerà ben presto ogni cosa, lasciando che la quiete realmente predomini nella nobile silenziosità di quegli spazi primordiali.

 

Alpeggi che per due mesi han ridato la vita ai più disparati terrazzi erbosi ormai incapaci di offrire l’erba migliore alle bestie ospiti, hanno o stanno per scaricare a valle. Complice la nostalgia e la tristezza nel dover abbandonare la tranquilla dimora estiva, c’è però qualcuno che resiste ancora per qualche giorno, ma ormai è giunto anche per loro quel momento infame.

“Cosa farò giù nel piano? Soltanto problemi, me ne starei volentieri qui!” Sono parole di un alpigiano (probabilmente le stesse parole di altri suoi simili) udite mentre calorosamente mi viene offerto l’assaggio di un ottimo formaggio all’interno del focolare ancora antico, davanti ad un bel fuoco acceso. Parole, queste, che mi hanno profodamente toccato. L’essenza della definizione che indica la testimonianza diretta di qualcuno che nel cuore ancora conserva la passione e che ancora crede in ciò che fa, nonostante le difficoltà, gli imprevisti e le norme governative sempre più restrittive e severe assolutamente da rispettare.

“Un giorno porteranno quassù lupi ed orsi appositamente per farci andare via!” E’ sì una frase pungente, provocatoria, ben pensata, ma che indica in modo metaforico-evidente la preoccupazione di molti alpigiani. Come se più a nessuno fregasse dell’importante compito che essi svolgono lassù, e più nessuno vorrebbe saperne di vacche, pecore e capre. Invece di aiutarli, agevolarli, si tende a complicar loro le cose. E’ forse questa la triste realtà che probabilmente un giorno essi dovranno accettare? Non sarà forse per colpa di affamati canidi e feroci plantigradi quando verrà il momento in cui l’alpe resterà vuoto, ma sarà il prezzo della rinuncia e della rassegnazione di quegli uomini valorosi che nell’era moderna han dato per l’alpe e per un atico mestiere, una vita intera.