Summer kiss

Putain, les blondes!! Perché se non fossimo andati ieri a stuzzicar la Giorgia, non saremmo quassù oggi ad ammirare il sorgere del sole. In qualche modo c’era quel richiamo, bisognava andare sia da lei che da “lei”. E la luna lo aveva detto che ci avrebbe accompagnati al di sopra delle nebbie, entro la limpidezza di una volta stellata, sfiorati da una fresca brezza notturna dal sapor primaverile. Ebbene sì.

Magic moment

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La neve di giugno

Quando in giugno c’è tanta neve io di solito vado a sciare all’Alpe di Neggia, a Campo Blenio, al Nara, a Carì o a Prato Leventina. Oppure vado con le pelli al Monte Bar. E’ molto bellissimo perché c’è il sole, specialmente a Prato che in inverno non c’è. La neve di giugno però è bagnata, se cadi ti slozzi la tuta ma è anche divertente perché tanto fuori dalla tuta è caldo come dentro. I salti sono un po’ particolari, perché quando atterri rimani lì incollato dove sei. Una volta ho anche visto uno che ha fatto un salto e non è più riemerso. Se uno è capace bene a nuotare è meglio, soprattutto per uno che guida il gatto…

Artigli di neve

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P-Team

Salire in vetta alla montagna un po’ “balossa” è sempre qualcosa di entusiasmante, anche se ad oggi mi sono ben abituato a questo genere di situazione. L’emozione, di intravedere la gioia di qualcuno che per salire lassù si è dovuto appoggiare nonché fidare della mia maggior esperienza. La sorpresa, di ritrovare un terreno modificato nel tempo, scoscendimenti anche recenti che lo hanno reso meno affidabile di come si presentava qualche anno fa. Il buonsenso, di ripiegare verso un altro versante. La fortuna, di constatare che nonostante le miriadi di crepe e la roccia pericolante tutt’attorno, nel suo perfetto stile deteriorato, quella crestina è solidamente ancorata alla sua mole. Permettetemi il beneficio del dubbio: fino a quando?

Pietra viva

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Jacqueline

E’ strano, sapere che sei stata qui. Con occhi fulgenti ho ispezionato la tua dimora alla ricerca di un qualsiasi indizio, e ti ho ritrovata. Il ricordo delle notti stellate, quel focolare già acceso, oltre il tramonto colmo di emozioni. Il segno delle fresche giornate limpide, risvegliate da un’alba ogni giorno sempre nuova che di fatto aprivan le danze delle piccole azioni quotidiane, semplici, dovute, ma sincere.

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