Beata caligine

Bisognava andare. Lo sapevamo, ci abbiamo provato, siamo stati (quasi) premiati. Perché una copiosa lavata temporalesca ce la siamo beccata in pieno. Il servizio meteorologico lo aveva predetto già il giorno prima, che nel pomeriggio di oggi ci sarebbe piombato addosso un vasto fronte tempestoso da Ovest. Avevamo tempo fino alle 14, max 15 circa per restare all’asciutto; come volevasi dimostrare e con la puntualità del canto di un gallo le prime gocce di pioggia fanno la loro apparizione decisamente attorno a quell’ora. Il coprifuoco è iniziato.

Meritato è il silenzio assoluto

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Il Grigio

Abbiamo reso gloria ad una signora-fortezza direi ben difesa da ogni sua cresta e versante, per la quale anche la cosiddetta via “normale” (da noi percorsa giocoforza in discesa) non è proprio adatta per gente normale… Il tutto ancora una volta sulle prodigiose tracce di Aldo Cattaneo, con grande pazienza, lealtà e rispetto. Il mantello che oggi la montagna indossa per noi è intinto nei toni alquanto grigiastri, ma la magica spettralità della nebbia ci ha regalato una salita ancor più avvincente. Sempre meglio che avere il solleone ininterrottamente a picco sul collo!

La postura dei guerrieri (© Rudy)

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Rispetto.

Lasciatemelo dire con compiuto orgoglio, è forse l’itinerario più incredibile, lungo, intricato e avventuroso che al momento io abbia mai percorso. Stupefacenti sono le capacità alpinistiche dell’uomo-alpigiano di un tempo, colui che per garantirsi una sopravvivenza al limite della dignità umana fu costretto, sovente a scapito della sua stessa vita, a disseminare indelebili tracce pure nei luoghi più impensabili, magri, dall’aspetto così ostile e severo, ma inverosimilmente belli.

Insonnia (a Glauco)

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Cavallo dei ricordi

Certo che in queste giornate di fine luglio-inizio agosto fa un gran caldo! Per sfuggire alla morsa dell’aria rovente c’è chi, ad esempio, rimane immerso nell’acqua del lago per 50 ore consecutive e chi, per un periodo di tempo nettamente più breve, risale le fisse delle quote alpine a pigliar fresco.
E così ho fatto io, pernottando nel mio campo base a 1000m durante la notte per poi muovermi a piacimento verso l’alto durante le ore più calde, laddove il mio istinto decretava la meta.

Uomo di vetta

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