L’ombra della Ida

Prime luci dell’alba. Ritrovo al molo alpino per l’ennesima avventura nell’oceano del reale immaginario. Due orette di banchina sci ai piedi sono più che sufficienti per poi affondare come navi a picco nell’obliqua e bianca vastità. Al compatto terreno d’inizio cammino segue la polvere di fine marzo. Fresca, dolce, soffice, proprio come il trancio di colomba (Poncini, I mean!) che mi porto appresso oggi come lunch.

Magic valley

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Pausa caffè

Meno male che i soliti annuvolamenti del sabato non ci hanno creato alcun impiccio poiché tutto era organizzato da tempo. Anzi, l’ottima visibilità e le velature tipiche del vento da Nord hanno reso il cielo ancor più bello, più saturo, più artistico. Una scampagnata nei luoghi che infanzia e gioventù mi hanno segnato è sempre un momento particolare. Una giornata speciale per una cima speciale in compagnia di persone speciali!

Corni su corni

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Oh, my… keep it wild!

La prima forza del luogo selvaggio risiede nel piacere di non incontrare nessuno oltre a te stesso. Scialpinismo puro di ricerca, condiviso soltanto con chi vuoi tu. Il fascino della valle impervia e abbandonata al destino invernale trascina i tuoi sensi nel soave incanto e la bellezza di un’asperità primordiale spinge il viandante nel vincolo del sogno infinito. Tutto ciò regala al pensiero un viaggio lontano che dalla prefissata meta si spinge ben oltre.

Immobile così...

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