La porta di casa

Stamattina mi alzo senza la sveglia. Non perché non ce l’abbia o che quest’ultima sia recentemente scomparsa, ma piuttosto ieri sera ho volutamente omesso l’atto di pigiare il dito sull’apposito pulsante. Tanto ci pensano i gatti del Giorgio a tirarmi fuori dal letto a qualsiasi ora della notte. Tuttavia, pensavo potessi dormire di più ed invece non sono nemmeno le 7. Risveglio preciso come un bioritmo svizzero.

Tremorgio

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Nau not now

L’intenzione è quella di esplorare un fantomatico spigolo “che si scala integralmente con passaggi attorno al IV grado“. Ah ah, eh eh, ih ih, oh oh, uh uh! Perché mi vien da ridere? Perché abbiamo sì cercato di seguire questo spigolo ma, in totale assenza di suicide tendenze, siamo stati costretti a ripiegare in parete, senza ben sapere cosa c’era e prossimi ad invertire le due letterine romane.

Bella bestia

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Irti pascoli

Dal basso altopiano lo avvistai nel cielo, quel verde ardito dal forte richiamo. Lo scorsi in passato e mi emozionò. Dovetti per forza vederle dall’alto, quelle sue rampe lisce e perfette. Lungo fu il viaggio su quel crestone, dal Campolungo al Passo del Narèt. Ma in groppa ad alcune sue guglie non passai mai. Fino ad oggi.

Bon voyage

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