Betulle e rovine

Anche la piccola Valle di Peccia possiede una grande attrattiva d’altri tempi. Una giornata un po’ grigia si è rivelata perfetta per il genere di escursione, che mi ha condotto non troppo in alto e in un ambiente favorevolmente ostile. L’abbandono del corte è in vigore da alcuni decenni. La presenza delle betulle e delle ginestre, che ormai hanno invaso la superficie del pascolo, non lasciano dubbi al riguardo. Il bosco, lentamente si riprende il suo spazio e la presenza dell’uomo rimane ben viva nella memoria di quelle pietre che hanno eretto la sua dimora.

E' permesso...?

Continua…

Generazioni

Sempre, ogni qualvolta ritrovo vestigia di quella che fu la realtà alpigiana di chi l’ha vissuta nei secoli addietro, in luoghi così aspri e severi come il remoto fazzoletto d’erba velato di neve che ho scoperto soltanto ieri, mi soffermo per un momento e la domanda è sempre la stessa. Siamo noi che oggi abbiamo troppo o sono loro che un tempo avevano troppo poco? Forse, abbiamo guadagnato qualcosa che loro non hanno mai posseduto e abbiamo perso qualcosa che loro, genuinamente e nonostante tutto, possedevano.

Vecchio saggio

Continua…

Sono e son desto

Non sono sparito, non ancora. Ho approfittato della bella neve di marzo per divertirmi con le pelli di foca. Come tanti di voi sapranno o avranno intuito, a me piace riflettere e scrivere a proposito di percorsi che vado ad affrontare a piedi, eventualmente anche con le mani. In attesa di ritrovare quelle piacevoli sensazioni (spero a breve, meteo pazzerello permettendo) vi regalo qualche foto delle mie recenti divagazioni marz-iane. Stei tiund!

Piot jump

Continua…