Torreggiando

Chissà perché, sulla così chiamata “prima torre” del Poncione di Cassina Baggio non ci sale ormai quasi più nessuno. In realtà una risposta ce l’avrei anche già in mente, eppure, quattro anni or sono vi ero stato con il Glauco alla ricerca di fantomatiche vie attrezzate di più tiri, mai pubblicate prima. Ricordo molto bene come allora trovammo pane per i nostri denti, un tiro di 6b in placca pura, ca 25m, fissato con ben due, ripeto e sottolineo due, spit! Perfino un “purosangue di placca” come il Glauco ebbe da ridire, beh, perlomeno di quel tiro rintracciammo la sosta…

Soddisfatto

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Tempo di pensieri

Parlando di montagna, credo che ognuno di noi abbia nel cuore dei luoghi prediletti. Credo che in questi luoghi ci si senta come rigenerati dal semplice atto dell’essersi lì recati. Non importa se sarà faticoso, non importa se dovremo fare i conti con qualche difficoltà. Dal momento in cui li avremo materializzati nel nostro pensiero, la vera fatica, la vera difficoltà, risiederà nel considerare anche solo per un istante di non volerci o poterci andare, ma soprattutto, una volta lassù ci troveremo confrontati con il dovere di rientrare, che dal mio punto di vista risulterà sempre essere il momento più sensibile della giornata.

Nel mezzo

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Mater de Rmone

Ancora una volta l’appartato solco della Val Grono non mi ha deluso (e ci mancherebbe). Evoluzione, dislivello, grande soliutudine, interminabili sentieri dominati dall’erba alta, appartengono a quella categoria di “oggetti” che vado, con grande piacere, cercando. Due le montagne che ancora attendevano il mio omaggio, le ultime lungo quell’esteso, interminabile tratto di cresta mesolcinese da me già ampiamente esplorato che dal Piz d’Ugin si snoda fino alla regione del Gesero.

Estate

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