2018… e adesso?

Nel 2017 e durante i primi giorni dell’anno ancora non sapevo se mi sarei ristabilito nel Vecchio Continente. In realtà avrei dovuto rimpatriare non prima del 2018, ebbene nel 2018 adesso siamo e mi trovo effettivamente qui da ormai diversi mesi, nella mia terra d’origine, nei primi giorni di un nuovo anno. E sono ben felice che sia successo, non per aver operato delle scelte ma per aver colto delle occasioni che la vita ha posizionato sul mio percorso.

 

Si possono pianificare con largo anticipo un sacco di cose, dal piano A al piano B e via discorrendo, a volte proprio si è obbligati a farlo per i più svariati motivi. Tuttavia, spesso accade il concretizzarsi di ciò che non si era preventivato, neppure considerato all’interno del piano d’attacco migliore, ovvero nel piano più infallibile e meticoloso che la nostra mente possa mai aver prodotto.

Perché è la vita e la vita non è un piano. La vita è una serie di opportunità, una concatenazione di eventi, un bivio infinito di situazioni, un vado avanti, vado a destra o vado a sinistra ma senza mai tornare indietro. La vita è un momento, felice o triste, bello o brutto, morbido o duro, con le rispettive sfumature nel mezzo di questi e di molti altri estremi. E sono proprio le sfumature, magari gli imprevisti, magari anche la sfortuna, nel bene o nel male a rendere la vita più misteriosa, più imprevedibile e più avventurosa, più propensa a non farci cadere troppo nello scontato, a permettere a noi stessi di sopravvivere e di migliorare, di evolvere e di seguire un determinato percorso piuttosto che un altro.

Anche in montagna, a me è successo proprio così. Quando iniziai a salire sulle cime non avevo un piano ma oggi sono cosciente (e grato) che quel recarmi lassù in principio con il contagocce altro non era che l’inizio di un percorso, fatto di rinunce e di consensi, di momenti gioiosi e di momenti tristi, di paura e di serenità, che la mia testa ha poi volutamente (ma erroneamente) concretizzato in “progetto”, una “lista di cose da fare” che mirava all’effettivo raggiungimento di un bisogno materiale e che di riflesso ha permesso di realizzare il mio vero scopo: la mia evoluzione personale, nella maturazione anche fisica ma soprattutto mentale, interiore.

Dapprima fui un neofita, poi divenni un amatore, quindi mi arruolai come alpinista, oggi sono soltanto uno che va in montagna e ne sono pienamente consapevole. L’alpinista è troppo legato alla prestazione, alla scala delle difficoltà, ai dislivelli, ai numeri, alle tempistiche. Questi dettagli in montagna non li desidero più, ne ho avuti fin troppi e fin troppi me ne sono cercati durante un ventennio. Ma questa è stata la mia evoluzione, raggiungere l’apice per poi capire che quando si è finalmente liberi da certi vincoli, tutto diventa più bello. Dovevo partire lontano per ritornare più vicino, più vicino alla mia realtà, più vicino alla mia vita.

Il nome di una montagna è per me diventato genuinamente la montagna. La quota di una montagna è per me diventata soltanto un punto spazio-temporale. Le mie tempistiche sono diventate semplicemente il mio tempo, quel tempo infinitamente prezioso dell’universo che è quel momento in cui mi trovo esattamente lì, quel preciso istante che è proprio adesso. Alla fine ho imparato ad andare in montagna concedendomi il tempo e quando ritengo che sia il momento, perché finalmente riesco ad andare soltanto in montagna. Ho trovato la pace che cercavo e il mio tempo adesso letteralmente vola… che nemmeno me ne accorgo.

 

 

Un augurio di buon anno a voi tutti!

 

 

 

6 pensieri su “2018… e adesso?

  1. Michele Kellerhals

    Ciao Andrea,
    uno dei messaggi piu’ belli di quest’ inizio 2018. Grazie.
    Ti auguro tante belle cose e spero di incontrarti presto in giro per il Ticino o altrove.
    Tanti saluti,
    Michele

  2. Buon anno anche a te!
    Bella riflessione, segno di una maturità o maturazione, che solo chi raggiunge un certo livello o una certa consapevolezza può fare!
    Greg

  3. Marco

    Non ho parole per commentare le tue parole, tanto sono vere, preziose, intense, sentite,…saggezza montanara 😉
    Tanti auguri per tante nuove scoperte ed emozioni

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