2019

Ho iniziato il 2019 senza scrivere ancora nulla, bisogna rimediare. Mica devo farlo per forza ma se mi viene l’ispirazione non vedo il motivo per rinunciare. Se posso dare uno sguardo al mio alpinistico anno 2018 appena archiviato, ebbene non è che si trova poi molto. La verità è che ho mollato, e non poco. Adesso il mio scopo è volare e le montagne le adoro e le abbraccio così, comodamente seduto su di un seggiolino appeso ad un rotore.

 

Qualche anno fa mi sembrava impossibile dover rinunciare a un’uscita in montagna in ogni sua condizione, oggi mi dedico piuttosto a fare altro scegliendo il momento opportuno per passare del tempo con lei. Ho smesso di correre in questo sogno che è la vita, perché più lentamente e più a lungo questo sogno io vivo, l’anima mia ed il mio cuore si ristorano in pace, in attesa della chiamata. Se per un periodo avevo spinto con una certa ossessione verso l’obbiettivo che mi ero fissato, l’ho fatto solo perché già avevo capito che andar di fretta non serve a nulla e che prima avessi raggiunto quel traguardo, prima avrei iniziato ad andare piano e prima sarei uscito da questa trappola.

Con una certa regolarità e con un pizzico di maliconia osservo spesso le foto di quel viaggio incredibile che mi ha accompagnato per metà della mia esistenza, in quel Ticino che ha insegnato alla sua gente cosa vuol dire avere a che fare con le asperità della vita. Rivedo i volti, miei, di chi mi accompagnava e di chi ho incontrato per caso, rivedo i sorrisi, le smorfie, le vittorie e le sconfitte, rivedo i gesti e ricordo le parole, rivedo quei luoghi impressi indelebilmente nel mio cuore, rivedo ogni scena come se in questo preciso momento io fossì lassù, da solo o con loro. Anche adesso mentre scrivo, con gli occhi spalancati verso uno sterile schermo, proietto con la mente immagini realistiche di quelle avventure, quelle giornate che tanto di buono mi hanno insegnato.

Ho chiuso il 2018 ed ho aperto il 2019 in compagnia delle persone a me care e mi ritengo fortunato che il destino abbia voluto io nascessi in quella che è la mia famiglia e ad avere incontrato altre persone sulla mia strada, anche e soprattutto coloro che la montagna mi ha concesso di incontrare. Sono fortunato, perché credo che la vita abbia messo sul mio percorso le persone giuste, sempre, quando ne avevo il bisogno e l’esperienza mi ha poi insegnato ad individuare e ad allontanare le persone che invece non mi avrebbero portato nulla. Perché niente e nessuno arriva mai al traguardo da solo, sempre serve un aiuto al momento opportuno. Senza queste persone, in particolare mio padre, mia madre e mia sorella, non sarei mai arrivato laddove sono arrivato.

Sono estremamente felice (e commosso) di aver anche da parte mia aiutato alcune di queste ed altre persone a proseguire lungo il rispettivo loro percorso e che adesso abitano una propria stanza nel mio cuore. Ho visto alcune di queste persone riuscire senza più il mio supporto, senza più la mia protettiva presenza, ad arrivare laddove prima di oggi avevano bisogno di me. Significa che ho svolto egregiamente la mia parte. Significa che per ricevere bisogna dare.

Non farò il nome di queste persone, tanto loro lo sanno anche se non mi leggono qui. Rinnovo loro ancora una volta il mio più sincero, immenso, incondizionato, GRAZIE DI CUORE.

Il mio augurio di buon anno è rivolto a tutti coloro che leggeranno queste righe, amici, occasionali lettori o capitati per caso. Ringrazio anche voi, che vi fermate un po’ di tempo su queste mie pagine e che vi ricordate di me anche se ultimamente non sono stato molto presente sul blog. Come sempre, chissà… 😉

 

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