Martin rocciatore

Era da parecchio tempo che non ritornavo in queste zone durante il periodo estivo. I pendii di infiniti sfasciumi che portano al Gerenpass, si sa, sono un bell’osso duro per gli arti inferiori pur se il dislivello da coprire rimane abbastanza contenuto. Pesciora, Rotondo, Chüebodenhorn, la musica del terreno è sempre la stesssa e la si può cambiare soltanto con l’avvento di bianca coltre nevosa.

Granito

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Nau not now

L’intenzione è quella di esplorare un fantomatico spigolo “che si scala integralmente con passaggi attorno al IV grado“. Ah ah, eh eh, ih ih, oh oh, uh uh! Perché mi vien da ridere? Perché abbiamo sì cercato di seguire questo spigolo ma, in totale assenza di suicide tendenze, siamo stati costretti a ripiegare in parete, senza ben sapere cosa c’era e prossimi ad invertire le due letterine romane.

Bella bestia

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Toccata…

E’ da un paio di anni che non arrampico come fanno i falesisti. Sarà che ieri sera ho incontrato diversi di questi appassionati ma avevo già organizzato la missione un paio di giorni prima. Non sapevo assolutamente quale fosse la difficoltà, sapevo soltanto che ci sono gli spit. Li avevo notati per caso, mentre passeggiavo da quelle parti immerso nella nebbia d’aprile. La probabile linea e la qualità della roccia mi aveva colpito all’istante. Dovevo per forza tornare. Per i più maliziosi: ebbene sì, nella nebbia ci ho un bel radar, io!

Dentello bello

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Kalymnos, il ritorno.

Eccoci di nuovo nel regno del miele e delle api operaie! L’isola di Kalymnos è rimasta esattamente come l’abbiamo lasciata un anno fa: stessi luoghi, stessi colori, stessi profumi. Quest’anno sembra che il turismo di massa abbia iniziato ad infodere le proprie radici anche qui. Abbiamo notato un aumento di villeggianti che con l’arrampicata hanno ben poco a che fare. Vuoi la crisi economica, l’euro in ribasso, vuoi le turbolenze nel nord africa che hanno dirottato quaggiù un maggior numero di vacanzieri,… Speriamo soltanto che la piccola e tranquilla isola non diventi come le sue sorelle maggiori ben più gettonate.

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Angolo di Patagonia

Anche il Ticino, pur se in miniatura, da qualche parte possiede il suo piccolo, straordinario angolo di Patagonia. “E’ la Patagonia del Ticino”, parole pronunciate con persuasione da Ely Riva, che per caso si trovava lì con noi oggi, e che ho udito di persona mentre ci stavamo preparando a salire la piccola grande gemma di roccia incastonata nell’ambiente più tormentato e primitivo nel quale abbia messo piede alle nostre latitudini. Un luogo che il Ticino, regione dalla natura fantastica sotto ogni aspetto, non poteva non possedere. Un luogo in cui il tempo sembra essersi fermato, nel quale la roccia, e soltanto la roccia, la fa da padrone.

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