Aquila domata

Ho sempre sostenuto che a me piace volare e non soltanto con lo sguardo o con l’immaginazione. Ho sempre ammirato con assoluto riguardo le acrobazie dell’aquila che tante volte mi è apparsa per salutare. Ho sempre rivolto gli occhi verso il cielo ogni qualvolta ho udito quell’inconfondibile richiamo, e per qualche interminabile secondo tutto il resto non contava più. Nella mia mente soltanto lei, formidabile, leggendaria, dinamica creatura.

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Believe

Believe

 

I am the way, I am the light
I am the dark inside the night
I hear your hopes, I feel your dreams
And in the dark, I hear your screams

Don’t walk away, just take my hand
And when you make your final stand
I’ll be right there, I’ll never leave
And all I ask of you is believe

 

 

 

 

Fiori d’autunno

Tra un inverno che non non cede ed una primavera che non si impone, son sbocciati alcuni fiori. Il fiore più bello si è probabilmente schiuso sabato scorso, pur se avverato in una giornata condita di temperatura e pioggerellina tipicamente novembrine. Un fiore coraggioso dunque; ma forte, e che dovrebbe essere eterno. Un seme che con cura ben presto divenne un germoglio, che col tempo è maturato fortificando le sue radici prima di aprirsi alla luce del mondo, e soltanto al momento opportuno.

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Giochiamo dal Caco

Settimana scorsa sono andato dal Caco. E’ stato molto bello. Io sono andato con il Giovanni e il Marco B. Doveva venire anche il Martino ma poi ha detto che non veniva più perché non gli piaceva. Eravamo in tanti, c’era anche altra gente che conoscevo. Fuori era brutto e pioveva forte ma anche dentro pioveva perché c’era un secchio che ci cadeva dentro l’acqua. Il Giovanni ci ha fatto vedere i suoi giochi belli colorati e ci ha detto che potevamo prima giocare con quelli. Poi di là c’erano altri giochi ma non erano del Giovanni, però si poteva giocare. E poi c’era il Caco, che andava in giro con il suo carretto elettrico di colore giallo a controllare i giochi e poi c’era il Marco P, inventore di giochi, che aveva dormito lì perché doveva ancora finire dei lavoretti…

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Il negozio dei barbari

Riordinando, o meglio, curiosando nei miei archivi fotografici ho riscoperto delle vere e proprie chicche di qualche anno fa, quando in Ticino ancor campeggiava il supermercato Carrefour. Bei tempi quelli, vi si faceva il giro durante la pausa pranzo alla caccia del nobile “italiano violentato” che identificava – avrebbe dovuto identificare – il prodotto esposto sugli scaffali. Devo ammettere che queste violenze erano all’ordine del giorno. Poveri prodotti… ecco perché il Carrefour è scomparso dal nostro territorio, giustizia allora è stata fatta!

Oggi ho dunque voglia di pubblicare qualcosa di diverso e magari farvi sorridere, condividere con voi una parte di quanto abbiam saputo catturare, spesso con lo scaltro appoggio dei nostri audaci apprendisti (che si fregavano le etichette dagli scaffali sotto gli occhi di telecamere e personale di servizio senza mai farsi beccare!)

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Buone feste

Volete sapere cos’ho fatto nel weekend? Svitare e avvitare prese in palestra e sfornare biscotti a casa! Per una volta tanto, domenica mi sono alzato e mi sono detto “Ma va al diavolo anche il giro in montagna!!!” Mi sono infilato di nuovo sotto il piumone per poi sonnecchiare fino a tardi. Ma si, durante il periodo natalizio avrò tutto il tempo di pensare alle uscite, dato che sarò in ferie per qualche giorno…

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