Luoghi del tempo

E sono tornato a frequentare territori abbandonati che in realtà ci si accorge non sono poi così trascurati, qualcuno passa. Inselvatichiti però sì e questo aspetto è per me fondamentale. Scrutare la montagna come un bambino che gioca a fare l’investigatore alla ricerca di un minuscolo indizio, può essere un ramo oppure un tronco tagliato, una pietra sistemata a mò di gradino invasa dalla fitta vegetazione o sporgente dal terreno, o qualsiasi altro timido segnale a testimoniare un antico, a volte anche più recente transito di una presenza umana. Perché la via la si trova anche imparando a seguire l’istinto, che però va allenato.

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Viaggio interiore

Non posso fare a meno di volgere uno sguardo indietro nel tempo mentre in questo tardo pomeriggio e con le gambe un po’ affaticate percorro in discesa la Val Calnègia lungo l’apparente suo interminabile dislivello e la sua infinita estensione. Presso i Laghi della Cròsa avrei desiderato rimanere per sempre, come volessi evitare quel magnifico calvario che di lì a poco mi avrebbe accolto tra le sue laboriose prodezze.

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Atterraggio

Con un po’ di buona volontà, l’ispirazione alla fine arriva. Finalmente sono riuscito a concludere un’uscita per cui valga la pena di perdermi nelle mie emozioni. Ebbene, ero salito sul Piz Terri verso la fine di quella torrida estate del nuovo millennio di cui tutti ricorderemo. La prima, forse inconsueta ventata di una serie che poi apparve sempre più spesso. La prima, forse violenta e gratuita “botta” ai nostri già morenti e piccoli ghiacciai. Era un giorno lontano di quindici anni, era il 13 settembre del 2003. In vetta trovammo una spolverata di neve fresca, rocce congelate, nevischio, nebbia, un forte vento e un freddo assurdo. Anomalo, vero?

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Lo Scrigno di Poltrinone

Circa un anno fa, sotto un portico all’ombra dei 45 gradi della Sardegna ho scritto in un paio d’ore questa simpatica storiella estiva poi pubblicata sul numero di agosto de “La Rivista di Bellinzona”, lo storico mensile periodico bellinzonese con il quale collaboro durante la stagione escursionistica. Mi è sembrata una buona occasione per ripubblicarla, con l’augurio di farvi anche un po’ divertire.

Vi sarete chiesti o vi starete chiedendo dove è finita la mia voglia di scrivere. Ebbene, complice il regolare e costante impegno con i voli in elicottero, lo studio e l’afa opprimente che non mette gran voglia di camminare, il tempo a disposizione per le uscite in montagna mi si è ridotto ad un lumicino e quelle che riesco a concludere sono talmente brevi e fulminee (sfrutto in particolare le ore del mattino) da non permettermi di trovare l’ispirazione cui vado cercando per esternare le mie emozioni.

Abbiate ancora un po’ di pazienza, presto ritornerò con nuove e fresche avventure. Intanto… buona lettura!

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Fine del letargo

Se la montagna è rimasta in letargo per tutto l’inverno appena passato, non che io abbia fatto di meglio negli ultimi mesi. Rieccomi allora di nuovo ad accarezzare il verde dell’erba senza troppe ambizioni. Di sicuro c’è che la mia permanenza in mezzo all’oceano mi ha cambiato e tutto sommato è quanto di buono cercavo di fare. Adesso ho davvero imparato ad andare soltanto in montagna senza fissare un fantomatico punto di vetta nella mia mente, e sono felice di essere riuscito anche in questa impresa.

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Sospesi in Valle Agrasino

Sempre in attesa che sgombri la neve per ricominciare a frequentare a piedi quei luoghi selvaggi a me tanto cari del nostro Cantone e dai quali prelevo lo spunto per esternare le mie emozioni migliori, pubblico un altro video ripreso dall’alto durante il fine settimana appena concluso e che mostra un largo ma breve avvicinamento al Pizzo di Madéi o Pizzo Medaro dallo spartiacque con la Val Formazza e seguendo l’appartata Valle Agrasino fino al confine di stato per allungare sopra l’ameno bacino di Porcaresc in Valle di Vergeletto. Appare oltremodo lampante quanto il generale inverno alpino quest’anno sia ben lungi dall’essere sconfitto!

 

Pulizie di Primavera

Ogni tanto la mia testa scende anche dalle nuvole, perciò rieccomi qui a scrivere per voi! Tuttavia, oggi non mi dilungherò poiché ho piuttosto qualcosa da mostrarvi.

Che ne dite di osservare un po’ di Ticino e di Mesolcina dall’alto in pochi secondi? Siete curiosi? Bene allora continuate a leggere questo post!

Ah, non dimenticate anche di seguirmi su Instagram qui a destra nella barra laterale! 🙂

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